Primi passi in Santuario

12 Febbraio 2020 – Da due mesi ho l’incarico di reggere il Santuario della Madonna di San Luca. Il mandato ricevuto è “coltivare l’accoglienza e fare qualche proposta”(Card. Zuppi). Nulla mi viene detto del passato, né ricevo pressioni sul futuro. Tutto inizia in modo molto “mariano” , semplice, sereno, amorevole. Mi rendo conto immediatamente di una serie di problemi gestionali ed economici. Non ho esperienza di amministrazione, se non quella semplice di una parrocchia, né particolare carisma organizzativo. I parroci sono dei “solitari” e capisco subito che il primo dovere è quello di imparare seriamente il “noi”. Non mi dispiace questa prospettiva, molto più evangelica e godo nell’affrontare le difficolta della convivenza, sinfonia di caratteri diversi, storie spesso ferite, necessità di coltivare concordia, stima, sostegno. A volte ci riesco, a volte no, ma capisco che questo è un cammino. La parte finanziaria non fa dormire la notte, specie ad un temperamento contadino come il mio, che non vuole debiti, che se non ha denaro non lo spende e se ha da rendere, vuole farlo nel più breve tempo possibile e totalmente. Qualcuno mi parla di contatti con gli imprenditori, di crownfounding, prospettive che non conosco, angosciose ed elettrizzanti, bellezza di imparare cose nuove ed esplorare mondi sconosciuti. L’impatto con l’ambiente fa scoprire angoli incantati e inattesi, come la cripta, e anche realtà tremende, come “l’ecometro di San Luca” , torre piezometrica addossata al Santuario, pesantemente offensiva del paesaggio e della architettura. Per relizzare questi progetti “grandi”, si organizzano contatti con televisione e giornali, escono le prime interviste a Rai Tre, al Carlino, abituandomi a questo nuovo ruolo pubblico. Ripeto ovunque che a San Luca si fa “l’esperienza viva di Maria”. Mi appoggio alla teologia della icona, sopratutto alla esperienza di fede di quanti salgono al colle a pregare. Il mandato di Mons. Marchi, incontrato pochi giorni prima di morire, è “fidati e affidati alla Madonna”. Così il carisma di Mons Testi, angelico e paziente, insegna che, agli occhi del Misterioso Dio, conta più il soffrire del fare. Vedo urgenti una serie di “rammendi” materiali, alla pavimentazione del piazzale di ingresso, ammalorato in molte parti, alla scalinata di accesso, pericolante e antiestetica. Ispira curare la pulizia delle parti antistanti il Santuario, il primo benvenuto per i pellegrini e inizia la gran danza di scope e palette. I lavori di pulizia, da rinnovare ogni mattina e ogni sera, sono una ottima occasione di incontro “mariano”, operoso, umile, gioioso. Poi piano piano si vedono tutti i lavori grandi da fare nel variegato universo del Santuario. Ma riserviamo ad un altro articolo questo tema, solo accennando alla necessità di costituire un gruppo di “amici di San Luca” che, accanto ai gruppi di collaborazione tradizionale, Domenichini, Sabbatini, Comitato femminile, Pia Unione Raccoglitori, accanto alle Suore di Gesù Ostia, si prenda cura della accoglienza e animazione del Santuario in tutti i suoi aspetti, compresa la pulizia dei portici, che partendo dal Meloncello, sento parte integrante del Santuario.

Mons. Remo Resca

Vicario Arcivescovile


Via di San Luca, 36 - 40135 - Bologna (BO)
CF: IT80014170379

Telefono: 0516142339
Cellulare: 3479466079
Fax 0516142340


Offerte Pro Santuario

BPER Banca: SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DI SAN LUCA IN BOLOGNA
Iban
IT05B0538702410000001099357
BIC
BPMOIT22XXX


Copyright 2019 - Santuario Della Beata Vergine Di San Luca
Utilizzatore del sito santuariobeataverginesanluca.com è Santuario Della Beata Vergine Di San Luca